giovedì 12 maggio 2011

QUINTO POTERE: dossieraggio e manipolazione del passato

Come se le accuse (per gran parte infondate) all'ex direttore di Avvenire Boffo non fossero bastate, il "team Berlusconi" riparte pieno di energia alla ricerca di quei documenti polverosi e dimenticati dal mondo che possano in qualche modo diffamare i loro avversari. E le vicinissime elezioni per la carica di sindaco di Milano sono un'occasione perfetta per sfoderare le proprie tecniche più infime. Peccato che per il candidato dell'opposizione Giuliano Pisapia le prove incriminanti scarseggino. Ma il "team" non si scoraggia e scova un'accusa di furto d'auto che coinvolse ingiustamente Pisapia negli anni '80, per poi assolverlo. Quest'ultimo piccolo particolare -l'assoluzione- è secondario per il sindaco uscente e ricandidato Letizia Moratti, che si sente in dovere di informare i milanesi di quale criminale si nasconda dietro all'apparentemente innocente Pisapia. Insomma, ci troviamo di fronte a un "Quinto potere" (forse un crimine più che un potere), quello del dossieraggio, delle carte falsificate, della mistificazione del passato appartenente agli avversari politici. Un potere nuovo e grande. Eppure si dice spesso che de un grande potere derivano grandi responsabilità, anche se pare che qui, le responsabilità vengano a mancare.


mercoledì 11 maggio 2011

Più PILU per tutti!

Dopo il mega successo conseguito dal film Qualunquemente del comico Antonio Albanese, il suo partito "Du Pilu" diventa realtà. E lo diventa nel comune di Oria, in provincia di Brindisi, dove il candidato Arpa (il suo slogan suona "Tutta un'altra musica") ha fondato il partito Persone Indipendenti e Libere Unite: PILU. Il candidato sindaco in un'intervista di Repubblica ha dichiarato che l'idea è stata frutto di un attento "studio di marketing" e che comunque il progetto del partito, nonostante il sarcasmo suscitato dal nome, è serio. Un programma semplice, quello del PILU, che, ahinoi, non prevede "più pilu per tutti", ma la risoluzione di problemi quotidiani, come la correzione del distico posto all'entrata del cimitero, ma anche faccende più serie e comuni come un nuovo assetto urbanistico che (come sempre) sostiene di mirare a una coesistenza armonica tra urbanistica e ambiente. Insomma, un partito come gli altri che ha avuto l'estro di pubblicizzarsi (finendo tra le pagine di giornali diffusi come la Repubblica e tra la curiosità di giornalisti noti come Gianantonio Stella) scegliendo un nome azzardato ma attraente per i media. E l'innovazione non si ferma qui, poiché dispone anche di una pagina su facebook molto più attiva del blog ufficiale stesso!Forse in questa ondata di strategie per diffondersi è un po' meno azzeccato il logo: un cespuglio fasciato dal tricolore. Ma a voi le interpretazioni... e l'inno del Partito du Pilu!



domenica 8 maggio 2011

Un popolo della Libertà per la Libertà di pensiero

Ecco come si può esprimere la propria opinione nei confronti di colui che ci dovrebbe rappresentare. La risposta? L'accusa di essere un illiberale e qualche calcio nello stomaco.

mercoledì 4 maggio 2011

L'abbandono dei cavalli irlandesi

Spesso d'estate sentiamo polemizzare (spesso per nascondere le importanti manovre del governo che quando gli italiani sono in vacanza è particolarmente operativo) sugli abbandoni dei cani negli autogrill. In Irlanda la crisi ha portato a un fenomeno simile, ma un po' più peculiare. Sono i cavalli ad essere abbandonati. Difficili e costosi da mantenere, che richiedono molto tempo per le diverse cure, i poveri equini vagano solitari per la verde isola. In particolare nella discarica di Dunsink, oppure nei mercati neri istituiti specificatamente per i cavalli, che vengono venduti a pochi euro, come quello di Smithfield. L'ISPCA, la società irlandese per la prevenzione della violenza sugli animali ha contato almeno 20mila esemplari di cavalli erranti... senza cavaliere.
Fonte: La Repubblica

martedì 3 maggio 2011

Morte di Osama, giustizia o vendetta?

Leggo questa domanda sul sito de Il manifesto e non posso fare altro che dare la mia risposta:

Non è stata fatta né giustizia né vendetta. Penso che Obama abbia preso questa posizione solo perché il consenso nei suoi confronti sta calando: le sue non sono parole adatte a un Nobel della pace. La guerra al terrorismo è tutt'altro che finita. Perché termini bisogna cambiare impostazione, e i civili hanno dimostrato con i loro festeggiamenti di essere lontani da una prospettiva di pace. È inutile far festa sul cadavere di bin Laden come lo faceva prima Al Quaeda sulle macerie delle Torri. Dietro al teatrino di questa guerra ci sono  interessi economici personali ancora una volta, ed ormai è risaputo che Bush stesso, iniziatore della guerra assieme a Bin Laden, fosse in trattative commerciali con la fam. bin Laden stessa per lucro personale. Non bisogna dimenticare inoltre che Osama bin Laden non era altro che un'icona che, come una testa della mitologica Idra, sarà sostituita subito. Non per essere pessimisti ma non penso proprio che tutto sia finito... anzi.

OSAMA IS DEAD

Non so voi ma ho trovato i festeggiamenti sulla morte di Bin Laden inquietanti. Sembra di veder emergere un conflitto tra civiltà che dura da secoli (che sembrava però essersi assopito o per lo meno attenuato) in cui la gente definita "civilizzata" non si fa scrupoli della morte altrui, festeggiando addirittura per essa. Osama Bin Laden era solo un'icona. Uccidendo lui non sono morte le sue idee, né i suoi sostenitori. Bisogna avere la lucidità di constatarlo. La metafora dell'Idra a cui se tagli una testa ne ricresce un'altra, è anche fin troppo usata. Così è anche il terrorismo. La morte di Osama è una tappa della guerra contro il terrorismo, ma non è assolutamente una tappa verso la pace dal terrorismo.

L'odio è tanto, soprattutto per i parenti delle vittime, ma anche dall'altra parte è lo stesso. Capiamolo. Se non lo capiscono loro, facciamolo noi. Se possiamo vincere questa guerra non c'è altro modo se non vincerla sul piano umano.